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   Pesci d'acqua marina: Pesci Palla  
Pesci Marini - Pesci Palla
Nome scentifico: Tetraodontidae
Nome in Inglese: Puffer fishes

Famiglia prevalentemente tropicale, appartenente all'ordine Tetraodontiformi, comprende un centinaio di specie diverse. Tutte sono caratterizzate da forma arrotondata, muso appuntito e bocca piccola, con i denti fusi in un becco formato da 4 placche (due inferiori e due superiori) unite da una sutura mediana (questa caratteristica da il nome alla famiglia, tetraodontidi significa appunto "con 4 denti"). La pelle ? nuda e molle. I tetraodontidi nuotano oscillando le pinne dorsale e anale, con la coda che fa da timone e le pettorali che aiutano soprattutto nella manovra.

Il nome comune deriva dalla possibilità che questi pesci hanno di gonfiarsi a dismisura, inghiottendo acqua, fino ad assumere una forma sferica che può scoraggiare il predatore.

Ecologia
Vivono in tutti gli ambienti del reef. Si nutrono di invertebrati e alghe. Talvolta mettono a nudo gli invertebrati presenti nella sabbia soffiando acqua. Quasi tutti sono tossici, producendo e accumulando nel fegato e nelle gonadi la micidiale tetrodotossina, uno dei veleni più potenti del mondo animale (vedi anche il polpo ad anelli blu). Alcuni essudano anche un muco tossico. In certi casi la colorazione di avvertimento avvisa chiaramente i predatori della loro pericolosità. Depongono uova bentoniche, aderenti al fondo. In alcune specie il maschio difende il nido.

Gruppi simili
Possono essere confusi con le due famiglia affini dei pesci scatola e dei pesci istrice. Si riconoscono dai primi per la forma tondeggiante, senza spigoli; dai secondi per l'assenza di spine. Benché pericolosi in quanto tossici, in Giappone alcune specie sono considerate una leccornia. Nella preparazione devono essere puliti appena dopo la morte, per evitare che il veleno, contenuto nel fegato e nelle gonadi, possa contaminare la carne. Anche una cottura lunga annulla l'effetto della tossina. Però l'abilità del cuoco sta nel dosare sapientemente il veleno in modo da dare al consumatore un effetto di intorpidimento. L'errore risulta spesso fatale. Da uno studio recente è risultato chiaro che il potere di gonfiarsi ha effetti dannosi sulla circolazione sanguigna (per l'aumento della pressione) e sulla digestione (per la deformazione a cui è sottoposto lo stomaco) per cui deve essere l'estrema risorsa a cui il pesce può ricorrere un numero finito di volte (da 7 a 12) per evitare una morte sicura. Per questo invitiamo i subacquei ad astenersi dal "far gonfiare" i pesci palla: significa sottoporli a uno stress inutile ed accorciare la loro vita.

 

 
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